Visto che effettivamente posto sempre canzoni "vecchie" oggi metto questa bella canzone uscita recentemente, un po reggae un pò pop... Il significato della canzone sta tutto nei versi :
“No please don’t complicate, our time is short this is our fate, im yours. no please don’t hesitate no more, no more it cannot wait, the sky is yours
Well open up your mind and see like me open up your plans and damn you’re free look into your heart and you’ll find love love love”..
Interpretazione romantica: Un ragazzo cerca di convincere una ragazza a lasciarsi andare e ad accettare il suo amore. Interpretazione mia:
Parole dolci di un esperto donnaiolo estivo che cerca di convincere una qualche sua preda a mollargliela prima che parta. ...our time is short...
Well, you done done me and you bet I felt it I tried to be chill but your so hot that i melted I fell right through the cracks, and i’m tryin to get back
before the cool done run out i’ll be givin it my best test and nothin’s gonna stop me but divine intervention I reckon it’s again my turn to win some or learn some.
I won’t hesitate no more, no more, it cannot wait i’m yours
Well open up your mind and see like me open up your plans and damn you’re free look into your heart and you’ll find love love love listen to the music at the moment maybe sing with me Ah, la peaceful melody It’s your god forsaken right to be loved loved loved loved Loved
So, i won’t hesitate no more, no more, it cannot wait i’m sure there’s no need to complicate our time is short this is our fate, i’m yours
I’ve been spendin’ way too long checkin’ my tongue in the mirror and bendin’ over backwards just to try to see it clearer my breath fogged up the glass and so I drew a new face and laughed I guess what I’m a sayin’is there ain’t no better reason to rid yourself of vanity and just go with the seasons it’s what we aim to do our name is our virtue
I won’t hesitate no more, no more it cannot wait, i’m sure (there’s no need to complicate our time is short it cannot wait, i’m yours) 2x
no please don’t complicate, our time is short this is our fate, im yours. no please don’t hesitate no more, no more it cannot wait, the sky is yours!)
well open up your mind and see like me open up your plans and damn you’re free look into your heart and you’ll find love love love love listen to the music of the moment come and dance with me ah, la one big family it’s your god forsaken right to be loved, loved, loved, loved open up your mind and see like me open up your plans and damn you’re free look into your heart and you’ll find love love love love listen to the music of the moment come and dance with me ah, la happy family it’s our god forsaken right to be loved loved loved loved listen to the music of the moment come and dance with me ah, la peaceful melodies it’s you god forsaken right to be loved loved loved loved….'
Sono tuo
Bene, è un affare fatto e me ne sono proprio accorto ho provato a essere freddo ma tu se così calda che mi sono sciolto. Sono caduto proprio in quelle crepe e sto provando a tornare indietro
prima che il patto si esaurisca lo sottoporrò al mio test migliore e solo la divina provvidenza potrà fermarmi suppongo che sia ancora il mio turno di vincere qualcosa o imparare,
io non esiterò non può aspettare, sono tuo
schiarisciti le idee a vedila come la vedo io cambia i tuoi progetti e sei libera guardati nel cuore e troverai amore ascolta la musica al momento e puoi anche cantare con me ah melodia di serenità è tuo diritto divino di essere amata amata, amata
così non esiterò più mai più, non può aspettare non c’è bisogno di complicazioni, abbiamo poco tempo, questo è il nostro destino, sono tuo
ho speso troppo tempo a guardarmi allo specchio e piegandomi all’indietro solo per cercare di vederci chiaro il mio alito ha appannato il vetro così ho fatto una nuova espressione e mi sono messo a ridere suppongo che quello che sto dicendo è che non c’è una ragione migliore Di liberarti della vanità e di andare avanti naturalmente, è quello per cui siamo fatti il nostro nome è la nostra virtù
io non esiterò più, mai più non può aspettare, sono sicuro non c’è bisogno di complicazioni abbiamo poco tempo non può aspettare, sono tuo
per favore non complicare tutto, abbiamo poco tempo, questo è il destino, sono tuo
per favore non esitare più non può aspettare, il cielo è tuo
schiarisciti le idee a vedila come la vedo io cambia i tuoi progetti e sei libera guardati nel cuore e troverai amore ascolta la musica al momento e puoi anche ballare con me ah, amo una grande famiglia è tuo sacrosanto diritto di essere amata, amata amata
La canzone è del '66, parecchio famosa, venne alla ribalta grazie al film "Il Laureato", film che portò alla ribalta anche un allora giovane Dustin Hoffman, ne esiste anche una versione italiana ma direi che è meglio sorvolare... Una cosa curiosa è che da bambino ho cantato su queste note centinaia di volte allo stadio, senza conoscere la versione originale, anzi, ne ignoravo l'esistenza. Immaginatevi la bocca spalancata che mi è venuta quando l'ho sentita per la prima volta qualche anno più tardi... Cosa significa la canzone? Ah boh ditemelo voi, ho messo anche un ipotetica traduzione... Ho solo da dire che di suoni del silenzio ne esistono molti, ma in pochi sanno ascoltarli. Mi è stato detto che ne esiste uno bellissimo che io probabilmente non potrò mai conoscere. Ma so per certo che ne esiste uno, forse spaventoso, che i più non conosceranno mai, mentre io lo conosco bene.
The Sound of Silence
Hello darkness, my old friend, I've come to talk with you again, Because a vision softly creeping, Left its seeds while I was sleeping, And the vision that was planted in my brain Still remains Within the sound of silence. In restless dreams I walked alone Narrow streets of cobblestone, 'Neath the halo of a street lamp, I turned my collar to the cold and damp When my eyes were stabbed by the flash of a neon light That split the night And touched the sound of silence.
And in the naked light I saw Ten thousand people, maybe more. People talking without speaking, People hearing without listening, People writing songs that voices never share And no one dare Disturb the sound of silence.
'Fools' said I, 'You do not know Silence like a cancer grows. Hear my words that I might teach you, Take my arms that I might reach you.' But my words like silent raindrops fell, And echoed In the wells of silence
And the people bowed and prayed To the neon god they made. And the sign flashed out its warning, In the words that it was forming. And the sign said, 'The words of the prophets
are written on the subway walls And tenement halls.' And whisper'd in the sounds of silence.
Il suono del Silenzio
Salve oscurità, mia vecchia amica ho ripreso a parlarti ancora perché una visione che fa rabbrividire dolcemente ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo e la visione si è insinuata nel mio cervello e ancora persiste nel suono del silenzio
In sogni agitati camminavo da solo attraverso strade strette e ciottolose nell'alone della luce dei lampioni sollevando il bavero contro il freddo e l'umidità quando i miei occhi furono abbagliati dal flash di una luce al neon che attraversò la notte... e toccai il suono del silenzio
E nella luce pura vidi migliaia di persone, o forse più persone che parlavano senza emettere suoni persone che ascoltavano senza udire persone che scrivevano canzoni che voci non avrebbero mai cantato e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio
"Folli" dissi, "voi non sapete che il silenzio cresce come un cancro ascoltate le parole che io posso insegnarvi, aggrappatevi alle mie braccia in modo che io possa raggiungervi" Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia, e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio
e la gente si inchinava e pregava il Dio neon che avevano creato. e l'insegna proiettò il suo avvertimento, tra le parole che stava delineando. e l'insegna disse "le parole dei profeti sono scritte sui muri delle metropolitane e sui muri delle case popolari." E sussurrò nel suono del silenzio
De Andrè aveva la capacità di raccontare lucidissimi spaccati della società con pochi versi .
Cantava come se egli stesso fosse dentro il racconto o comunque come se fosse sullo stesso piano dei personaggi, sembrava guardarsi intorno e cantare ciò che vedeva. Ed è così che molte volte riesce a far vedere le cose da diversi punti di vista.
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi, una bimba canta la canzone antica della donnaccia quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.
E se alla sua età le difetterà la competenza presto affinerà le capacità con l'esperienza dove sono andati i tempi di una volta per Giunone quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.
Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.
Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere per dimenticare d'esser stati presi per il sedere ci sarà allegria anche in agonia col vino forte porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone forse quella che sola ti può dare una lezione quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie. Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette quando incasserai delapiderai mezza pensione diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".
Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni più le spese ma se capirai, se li cercherai fino in fondo se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.
La foto è stata scattata da un mio amico Fotografo
Domenica 22 Giugno ore 23:30 circa, una nazione in silenzio segue con
ansia gli ultimi minuti di Italia – Spagna.
A Genova in un circolo affacciato su una piazzetta una decina di persone
segue la partita, mentre qualche bambino gioca all’esterno.
Nel silenzio due spari.
In un lago di sangue un ragazzo giace a terra morto ammazzato.
Dopo trent’anni in cui niente e nessuno erano mai riusciti a piegarlo, ha
dovuto arrendersi alla legge del piombo.
Quel ragazzo io lo conoscevo.
Aveva avuto un passato, ma aveva anche un presente. Ma per molti, prima
fra tutti la stampa, aveva solo un passato.
Pregiudicato.
Poco importa se ora aveva trent’ anni, un lavoro, una ragazza e l’intenzione
di mettere su una famiglia…
Poco importa se tutti i reati gli aveva commessi tra i 16 e i 22 anni, e
per questo aveva pagato con la galera. Galera vera, durata anni. Eppure i suoi reati
seppur gravi, erano molto meno gravi di altri reati che si sentono tutti i
giorni e che costantemente restano impuniti.
Aveva pagato con anni di vita i suoi errori.
Pregiudicato.
Basta un articolo di giornale
con una foto e la lista dei reati affianco che la gente si scatena, il punto di
vista si rovescia: “Vittima? Quale vittima era un delinquente!”
Sulla pagine web del Secolo XIX, il commento è libero e la gente spara a
zero.
Immediatamente tutti gli abitanti di quel quartiere malfamato diventano
feccia.
Alcuni commenti sono cosi pesanti che la redazione è costretta a
censurarli.
Ma
io mi chiedo fino a che punto arriva l’ignoranza?
Come
si permette gente che nemmeno lo conosceva di giudicarlo?
Cosa
sanno di lui?
Cosa
sanno di che vita ha vissuto, di come è cresciuto, di che cosa ha passato?
Cosa
sanno della vita in questo quartiere?
Un
ragazzo di trent’anni è morto.
Stia
zitta la gente viziata abituata ad avere tutto dalla vita.
Certe volte ci si dimentica del posto in cui si vive.
Ci si ritrova così a seguire le regole sentendosi nel giusto.
Spesso ci si accorge che chi suddette regole non le rispetta viene trattato meglio di chi le rispetta.
Ma fin qui tutto normale direi, non va bene ma è la routine.
Si diventa un tantino nervosi quando si è testimoni del fatto che chi dovrebbe tutelare queste regole, o nel mio caso chi le ha stabilite, scritte e imposte, non solo fa figli e figliastri ma addirittura aiuta a trasgredirle.
Si prende così la decisione di andare a discuterne con tale persona, chiedendo spiegazioni.
E' lì, in cima alla piramide, si dovrebbe aver timore e reverenza, ma in certi momenti urge il desiderio di esprimere chiaramente ciò che si pensa.
Ed è quando costui, nonostante si trovi davanti una persona incazzata come una biscia, con un alzata di spalle e un sorriso ti propone di passare aldilà della barricata anche tu sotto la sua ala di favoriti , che ti rendi pienamente conto dello schifo di posto in cui ti tocca a vivere, e del futuro che ti aspetta.
ovviamente i documentari già presenti sono stati selezionati in base ai miei interessi, e se mai ne aggiungerò altri sarà sempre secondo questo criterio.
E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure. E cancello il tuo nome dalla mia facciata, e confondo i miei alibi e le tue ragioni. i miei alibi e le tue ragioni. Chi mi ha fatto le carte, mi ha chiamato vincente, ma uno zingaro, è un trucco. E' un futuro invadente, fossi stato un po' più giovane l'avrei distrutto con la fantasia, l'avrei stracciato con la fantasia. Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro. Ancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo, li puoi nascondere o giocare come vuoi, o farli rimanere buoni amici come noi. Santa voglia di vivere, e dolce venere di Rimmel. Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi, se per caso avevo ancora quella foto, in cui tu sorridevi e non guardavi. Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia e sulla tua persona, e quando io, senza capire ho detto "si", hai detto: "é tutto quel che hai di me", è tutto quel che ho di te. Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo, la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro. Ancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo, li puoi nascondere o giocare con chi vuoi, o farli rimanere buoni amici, come noi.
Oggi è il 25 Aprile e per rendere omaggio a questa data posto una canzone dei Modena City Ramblers intitolata "Il sentiero".
La canzone fa riferimento al libro "Il sentiero dei nidi di ragno" di Italo Calvino.
Calvino partecipò alla resistenza nelle colline liguri e finita la guerra, a soli 24 anni scrisse e pubblicò questo libro che tratta appunto di una storia ambientata tra i partigiani. Il significato della canzone sta tutto nell'ultima strofa, i partigiani hanno fatto la storia del nostro paese anche se qualcuno si rifiuta di accettarlo.
Lungo il sentiero dei nidi di ragno passa la storia di un giovane uomo passa la scelta di chi se n'è andato sui monti per la resistenza
Erano i mesi del dopo settembre quando il re fuggì sulla nave furono anni di lutti e dolore di coraggio e di patimenti
Quante sono le strade che partono dai nidi di ragno qual'è stato il prezzo pagato per chi ha scelto di andare lontano portami ancora là dove il vento è pronto a soffiare a trovare ogni passo perduto lungo il senitero dei nidi di ragno
Uomo contro uomo il furore che cresce nel cuore il mondo si divide e la guerra non lascia parole Italo sogna un futuro dove non si dovrà più sparare ma intanto seduto al divano coi compagni pulisce il fucile
Quante sono le strade che partono dai nidi di ragno qual'è stato il prezzo pagato per chi ha scelto di andare lontano portami ancora là dove il vento è pronto a soffiare a trovare ogni passo perduto lungo il senitero dei nidi di ragno
Lungo il sentiero dei nidi di ragno nasce la storia di questo paese nasce dal fuoco della rivolta dal sogno di chi non si è arreso
"L'avvelenata" è una canzone che nacque nel 1975 in seguito ad un moto d'ira che Guccini ebbe nei confronti di un critico musicale, tale Riccardo Bertoncelli che aveva malamente recensito il suo ultimo album, e lo aveva anche attaccato personalmente, accusandolo di essersi venduto. La canzone non era destinata ad essere pubblicata ma solo cantata nei concerti, ma poi, dato il grande successo che ebbe fu pubblicata. In seguito i due si incontrarono e, dopo una serata passata insieme a bere del buon vino, si chiarirono; Guccini disse che avrebbe tolto il nome dalla canzone ma Bertoncelli rifiutò. Personalmente amo molto questa canzone, soprattutto per quello che ci si può trovare leggendo bene tra le righe.
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!
Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro:
compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!
Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni,
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni...
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!
Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!
Ti ricordi cosa ho detto nella strofa precedente? Ti parlavo di un concetto ma non mi ritorna in mente. Era come un qualche cosa che riguarda i miei primordi... forse tu te lo ricordi.
Non mi scordo del futuro, non prevedo il mio passato, mi ricordo del presente
Rispondo semplicemente a Susanna che mi ha chiesto cosa succederà adesso. Adesso, tra qualche anno dopo la privatizzazione dalla
sanità che il nano ha in cantiere potrai vedere bambini che muoiono perchè non
hanno i soldi per pagarsi una polizza assicurativa che copra operazioni costose
come per esempio i trapianti.
Vedrai vecchiette infelici perchè grande puffo non manterrà la promessa di
aumentare le pensioni, e anche se lo farà i soldi mancheranno lo stesso perchè
dovranno pagarsi le medicine e le visite che la mutua non passerà più.
Vedrai ragazzi ignoranti e incapaci rubare il posto a coetanei molto più
preparati solo perchè saranno usciti col massimo dei voti da una scuola privata
che funzionerà: più mi paghi più ti alzo il voto.
Vedrai la Rai
andare in malora e Mediaset acquistare sempre più potere.
Vedrai i canali del digitale terreste aumentare in maniera esponenziale.
Non vedrai ne sentirai parlare di scene di razzismo perchè verranno prontamente
coperte e insabbiate dalla Lega.
Forse vedrai Ronaldinho al Milan perchè ora che potrà prendere a piene mani dalle
casse dello stato non ci sono più problemi (Che non c'erano neanche prima visto
che si era fatto fare la legge apposta per lui che attestava che il falso in
bilancio non è reato).
Vedrai un sacco di cocainomani ed eroinomani in più, come già avviene
ultimamente perchè visto che la marijuana verrà messa sullo stesso piano delle
droghe pesanti, gli spacciatori a parità di rischio tratteranno quelle che gli
danno più reddito.
Vedrai i nostri soldati nuovamente impegnati in qualche
guerra al fianco del padrone Americano.
Vedrai l’Alitalia finire per due soldi nelle mani del nano o di qualche suo
prestanome.
Non sentirai più
parlare di mafia o di boss arrestati perchè la mafia non esiste. E anche se
esistesse sono tutti degli eroi come sostiene l'amico del nano.
E chissà quante altre cose vedremo, al peggio non c'è mai fine.
Bellissimo monologo del "signor G" un grande pensatore, che da tempo aveva capito la strada che ormai aveva preso la sinistra Italiana...
Chissà cosa penserebbe oggi del Pd e del suo leader, che tutto sembrano tranne un partito di sinistra...
Povero Gaber, ha dovuto arrendersi a due malattie...
Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire... non mi sembra di aver fatto delle cose gravi. La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno, figuriamoci!... Qualche atto impuro ma è normale no? Lavoro, ho una famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe... non vado neanche a caccia! Uh? Ah, voi parlavate di prima! Ah... ma prima... ma prima mi sono comportato come tutti. Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì, jeans, maglione, l’eskimo. Perché? Non va bene? Era comodo. Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa cantavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì… “Ciao bella ciao”. Devo parlar più forte? Sì, “Ciao bella ciao” l’ho cantata, d’accordo, e anche l’“Internazionale”, però in coro eh! Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visti anch’io gli Inti Illimani... però non ho pianto! Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia… Manifesti? Non mi pare... Forse uno, piccolo proprio... Che Guevara. Ma che cos’è, un processo questo qui? No, no, no, io quello no, io il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma, una volta ma… un pugnettino, rapido proprio… Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette! Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh! Se ero comunista. Mah! In che senso? No, voglio dire… Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia. Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no. Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il Paradiso Terrestre. Qualcuno era comunista perché si sentiva solo. Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica. Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti. Qualcuno era comunista perché “La Storia è dalla nostra parte!”. Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto. Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto. Qualcuno era comunista perché prima era fascista. Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano. Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona. Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo. Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari. Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio. Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio. Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio. Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato la lotta di classe. Facile no? Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente… Qualcuno era comunista perché “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung”. Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre. Qualcuno era comunista perché guardava sempre Rai Tre. Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione. Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto. Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini. Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”. Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia. Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri. Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista. Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista. Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio. Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa. Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani. Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera. Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista. Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia. Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro. Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana. Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita. Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita. No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici. E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo.
Come si fa a parlare di politica al giorno d’oggi?
Tutti che promettono nessuno che mantiene.
Teatrini squallidi, con servi, tavoli e finti contratti da firmare davanti agli italiani.
Gente che parla dell’ Italia e poi canta “bruceremo il tricolor…”
Leggi studiate apposta per fare i propri interessi.
Politici che passano da destra a sinistra come se fosse solo questione di un numero sulla poltroncina..
Partiti piccoli pronti ad essere inglobati da altri più grandi anche se di idee diverse, per stare insieme in un unico grande cumulo di rumenta..
Ma dove sono i veri politici? Quelli che credevano a quello che dicevano?
Quelli che, anche se colpiti da ictus durante un comizio, andavano avanti, perché gli ideali non si piegano di fronte a niente?
Ma soprattutto che cosa provano quando rivedono un filmato del genere? Come si sentono? Sono consapevoli dello schifo che fanno? E come posso sentirmi io a doverli votare?