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Blog senza motivo alcuno di esistere

July 03

La città vecchia

De Andrè aveva la capacità di raccontare lucidissimi spaccati della società con pochi versi .

Cantava come se egli stesso fosse dentro il racconto o comunque come se fosse sullo stesso piano dei personaggi, sembrava guardarsi intorno e cantare ciò che vedeva. Ed è così che molte volte riesce a far vedere le cose da diversi punti di vista.

La Città vecchia

 

Fabrizio De André


Versione con Audio QUI

Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.

E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l'esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.

Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.

  La foto è stata scattata da un mio amico Fotografo

June 28

La presunzione dei benpensanti.

Domenica 22 Giugno ore 23:30 circa, una nazione in silenzio segue con ansia gli ultimi minuti di Italia – Spagna.

A Genova in un circolo affacciato su una piazzetta una decina di persone segue la partita, mentre qualche bambino gioca all’esterno.

 

Nel silenzio due spari.

 

In un lago di sangue un ragazzo giace a terra morto ammazzato.

Dopo trent’anni in cui niente e nessuno erano mai riusciti a piegarlo, ha dovuto arrendersi alla legge del piombo.

 

Quel ragazzo io lo conoscevo.

Aveva avuto un passato, ma aveva anche un presente. Ma per molti, prima fra tutti la stampa, aveva solo un passato.

Pregiudicato.

Poco importa se ora aveva trent’ anni, un lavoro, una ragazza e l’intenzione di mettere su una famiglia…

Poco importa se tutti i reati gli aveva commessi tra i 16 e i 22 anni, e per questo aveva pagato con la galera.
Galera vera, durata anni.
Eppure i suoi reati seppur gravi, erano molto meno gravi di altri reati che si sentono tutti i giorni e che costantemente restano impuniti.

Aveva pagato con anni di vita i suoi errori.

Pregiudicato.

Basta un articolo di giornale con una foto e la lista dei reati affianco che la gente si scatena, il punto di vista si rovescia: “Vittima? Quale vittima era un delinquente!”

Sulla pagine web del Secolo XIX, il commento è libero e la gente spara a zero.

Immediatamente tutti gli abitanti di quel quartiere malfamato diventano feccia.

Alcuni commenti sono cosi pesanti che la redazione è costretta a censurarli.

Ma io mi chiedo fino a che punto arriva l’ignoranza?

Come si permette gente che nemmeno lo conosceva di giudicarlo?

Cosa sanno di lui?

Cosa sanno di che vita ha vissuto, di come è cresciuto, di che cosa ha passato?

Cosa sanno della vita in questo quartiere?

Un ragazzo di trent’anni è morto.

Stia zitta la gente viziata abituata ad avere tutto dalla vita.



June 19

Meritocrazia

Certe volte ci si dimentica del posto in cui si vive.
Ci si ritrova così a seguire le regole sentendosi nel giusto.
Spesso ci si accorge che chi suddette regole non le rispetta viene trattato meglio di chi le rispetta.
Ma fin qui tutto normale direi, non va bene ma è la routine.
Si diventa un tantino nervosi quando si è testimoni del fatto che chi dovrebbe tutelare queste regole, o nel mio caso chi le ha stabilite, scritte e imposte, non solo fa figli e figliastri ma addirittura aiuta a trasgredirle.
Si prende così la decisione di andare a discuterne con tale persona, chiedendo spiegazioni.
E' lì, in cima alla piramide, si dovrebbe aver timore e reverenza, ma in certi momenti urge il desiderio di esprimere chiaramente ciò che si pensa.
Ed è quando costui, nonostante si trovi davanti una persona incazzata come una biscia, con un alzata di spalle e un sorriso ti propone di passare aldilà della barricata anche tu sotto la sua ala di favoriti , che ti rendi pienamente conto dello schifo di posto in cui ti tocca a vivere, e del futuro che ti aspetta.
June 05

Documentari

Si inaugura una nuova sezione del blog che finirà sotto l'elenco cultura, andando ad aggiungersi alle altre sezioni gia presenti:

Documentari

ovviamente i documentari già presenti sono stati selezionati in base ai miei interessi, e se mai ne aggiungerò altri sarà sempre secondo questo criterio.
May 31

Rimmel

 

Amo molto le sue canzoni, meno il personaggio, nell'ultimo periodo molto pieno di se. 

Canzoni ne ha scritte molte, alcune bellissime, Tra queste rimmel è la mia preferita.

 

Rimmel 

Francesco De Gregori


Versione con Audio QUI

E qualcosa rimane,
fra le pagine chiare e le pagine scure.
E cancello il tuo nome dalla mia facciata,
e confondo i miei alibi e le tue ragioni.
i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte,
mi ha chiamato vincente,
ma uno zingaro, è un trucco.
E' un futuro invadente, fossi stato un po' più giovane
l'avrei distrutto con la fantasia,
l'avrei stracciato con la fantasia.
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro.
Ancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi,
o farli rimanere buoni amici come noi.
Santa voglia di vivere,
e dolce venere di Rimmel.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi,
se per caso avevo ancora quella foto,
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia e sulla tua persona,
e quando io, senza capire ho detto "si",
hai detto: "é tutto quel che hai di me",
è tutto quel che ho di te.
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo,
la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro.
Ancora i tuoi quattro assi, bada bene di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi,
o farli rimanere buoni amici, come noi.

 


 


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